Il lavoro domestico in Lombardia nel 2026: i dati che cambiano la prospettiva

 

C'è un settore che vale 3,9 miliardi di PIL regionale, coinvolge oltre 328.000 persone in Lombardia e rimane quasi invisibile nel dibattito pubblico. Si chiama lavoro domestico — e nel 2026, i numeri raccontano una storia ben diversa da quella che molte famiglie si aspettano.

Il 7° Rapporto annuale dell'Osservatorio DOMINA, presentato a Palazzo Lombardia il 4 marzo 2026, offre per la prima volta una fotografia aggiornata e dettagliata del settore nella regione. Ecco cosa emerge — e perché conta, concretamente, per chi cerca personale qualificato oggi.

La Lombardia è la prima regione italiana per lavoro domestico

I dati parlano chiaro: nel 2024 le famiglie lombarde hanno speso complessivamente 1,7 miliardi di euro per il personale domestico regolare, generando un valore aggiunto di 3,9 miliardi sul PIL regionale (pari allo 0,9% del totale). Una cifra che colloca la Lombardia al primo posto assoluto in Italia, davanti al Lazio.

I lavoratori domestici regolarmente registrati all'INPS in Lombardia sono 158.378, con una leggera prevalenza di colf (55,6%) rispetto alle badanti. Le famiglie datori di lavoro sono 169.984, con una spesa media annua per nucleo che si attesta a 9.796 euro.

Milano, come prevedibile, concentra la quota più alta: quasi il 60% delle colf e oltre il 40% delle badanti lavora in provincia del capoluogo. Il rapporto segnala una densità di 16 colf ogni 1.000 abitanti a Milano — quasi il doppio della media regionale di 8,8.

Chi sono i lavoratori domestici in Lombardia oggi

Il profilo del lavoratore domestico lombardo è preciso: donna per l'88,2% dei casi, prevalentemente straniera (79,7%), con una forte componente dall'Est Europa (30,1%), seguita da Asia (21,6%) e America Latina (21,1%). Gli italiani rappresentano circa un quinto del totale (20,3%) — una quota in crescita rispetto agli anni precedenti.

Sul fronte delle famiglie datoriali, invece, prevale la componente italiana (92,9%), con il 54,3% delle famiglie guidate da donne. L'età media del datore di lavoro lombardo si attesta a 68,1 anni — un dato che riflette il progressivo invecchiamento della popolazione e la crescente necessità di assistenza.

Un dato spesso trascurato: il 26,6% dei lavoratori vive con la propria famiglia datoriale, scegliendo la formula live-in che garantisce continuità e integrazione nello stile di vita della casa.

Il problema che nessuno vuole nominare: quasi metà del settore è in nero

Qui arriva il dato più scomodo. Secondo i dati ISTAT citati nel Rapporto DOMINA, il tasso di irregolarità nel lavoro domestico raggiunge il 48,8% — contro una media nazionale del 9,7% per tutti gli altri settori lavorativi. Significa che quasi un lavoratore domestico su due opera senza contratto, senza contributi e senza tutele.

In numeri assoluti: a fronte di 817.000 lavoratori regolari censiti dall'INPS in tutta Italia, si stima la presenza di circa 779.000 lavoratori irregolari — una cifra quasi equivalente. Le ragioni sono molteplici: il carattere privato e spesso urgente del rapporto di lavoro, la pressione a contenere i costi e la scarsa consapevolezza degli obblighi contributivi da parte delle famiglie.

Per chi assume, il lavoro in nero espone a rischi concreti: sanzioni INPS, responsabilità civile in caso di infortunio domestico, e — soprattutto in contesti di alto profilo — una totale assenza di tutela legale nel rapporto di lavoro.

Le proiezioni demografiche: il problema è destinato a crescere

Il Rapporto DOMINA non si ferma al presente. Le proiezioni ISTAT (scenario mediano) stimano che entro il 2050 la popolazione anziana in Lombardia crescerà del 72,7%, raggiungendo 1,3 milioni di persone — pari al 12,9% della popolazione regionale. Nello stesso periodo, il numero di bambini è destinato a calare di circa 100.000 unità.

La domanda di personale domestico qualificato, in particolare per ruoli di assistenza e gestione della casa, è quindi strutturalmente in aumento. Ma il numero di lavoratori nel settore, come vedremo in un prossimo articolo, sta invece diminuendo — e si sta invecchiando rapidamente.

Cosa significa tutto questo per le famiglie che cercano personale qualificato a Milano

I dati DOMINA 2026 restituiscono un mercato sotto pressione: domanda crescente, offerta di profili qualificati in calo, e un'alta percentuale di irregolarità che rende ancora più difficile orientarsi con sicurezza.

In questo contesto, affidarsi a un'agenzia specializzata non è un optional — è la differenza tra trovare la persona giusta in modo trasparente e sicuro, e navigare un mercato in cui quasi la metà dei profili disponibili non ha una storia lavorativa verificabile.

In Allure Domestic Staff selezioniamo personale qualificato e referenziato per famiglie a Milano, in Lombardia e oltre confine. Se stai cercando la figura giusta per la tua casa, contattaci.


Fonti: 7° Rapporto annuale Osservatorio DOMINA sul Lavoro Domestico, presentato a Palazzo Lombardia, 4 marzo 2026. Dati INPS Osservatorio Lavoratori Domestici 2024. Proiezioni demografiche ISTAT scenario mediano 2050.

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