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Quasi il 49% del personale domestico in Italia lavora senza contratto. Questo significa che quando una famiglia si mette in cerca di una colf, una tata o un house manager, quasi la metà dei profili disponibili sul mercato non ha una storia lavorativa documentata, verificabile e trasparente.

In questo contesto, le referenze non sono un optional burocratico: sono lo strumento più efficace per distinguere un profilo affidabile da uno che semplicemente conosce le risposte giuste al colloquio.

Ma cosa si può davvero controllare? Cosa dice la legge? E come si riconosce una referenza verificata da una che non vale nulla? Questa guida risponde a queste domande in modo concreto.

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È la domanda che quasi ogni famiglia si fa prima di avviare una ricerca di personale domestico — ma raramente trova una risposta chiara, completa e aggiornata. Il costo di assumere una colf non è solo lo stipendio che si versa ogni mese: comprende contributi INPS, tredicesima, TFR, e in certi casi vitto e alloggio. Messi insieme, questi voci cambiano il quadro in modo significativo.

In questo articolo troviamo i numeri reali, aggiornati al 2026, sulla base delle tabelle INPS ufficiali e del CCNL Lavoro Domestico rinnovato il 28 ottobre 2025.

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C'è una figura professionale sempre più richiesta dalle famiglie di alto profilo a Milano, ancora poco conosciuta al grande pubblico: lo chef privato — o personal chef. Non è semplicemente un cuoco che lavora in casa. È un professionista con una formazione specifica, una mentalità da executive e la capacità di gestire in totale autonomia tutto ciò che ruota intorno all'alimentazione di una famiglia.

In questo articolo spieghiamo chi è davvero questa figura, cosa la distingue da un semplice cuoco domestico, e perché la sua ricerca è diventata una delle più complesse nel settore del personale di alto profilo.

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Partiamo da un numero scomodo: in Italia, quasi 1 lavoratore domestico su 2 lavora senza contratto. Il tasso di irregolarità nel settore raggiunge il 48,8% — contro una media nazionale del 9,7% per tutti gli altri comparti lavorativi. Dati ISTAT, citati nel 7° Rapporto dell'Osservatorio DOMINA presentato al Senato nel gennaio 2026.

Significa che il lavoro domestico in nero non è un'eccezione: è quasi la norma. E le ragioni sono comprensibili — il rapporto nasce spesso in modo urgente, informale, tra privati. La burocrazia spaventa, i costi sembrano alti, e "lo fanno tutti" è una logica difficile da contrastare.

Ma cosa rischia concretamente una famiglia che assume personale senza regolarizzarlo? Più di quanto si pensi.

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C'è un settore che vale 3,9 miliardi di PIL regionale, coinvolge oltre 328.000 persone in Lombardia e rimane quasi invisibile nel dibattito pubblico. Si chiama lavoro domestico — e nel 2026, i numeri raccontano una storia ben diversa da quella che molte famiglie si aspettano.

Il 7° Rapporto annuale dell'Osservatorio DOMINA, presentato a Palazzo Lombardia il 4 marzo 2026, offre per la prima volta una fotografia aggiornata e dettagliata del settore nella regione. Ecco cosa emerge — e perché conta, concretamente, per chi cerca personale qualificato oggi.

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Assumere personale domestico per una residenza privata in Italia comporta non solo una selezione attenta, ma anche la piena conformità con le normative vigenti. Contratti, inquadramento, contributi e obblighi fiscali vanno gestiti con precisione, soprattutto quando si opera in contesti di alto profilo, con collaboratori che ricoprono ruoli di fiducia.

In questo articolo approfondiamo gli aspetti legali e contrattuali più importanti per chi desidera assumere personale domestico in Italia in modo regolare, sicuro e trasparente.

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